Ci sono le borse di lusso... e poi c’è LA borsa di lusso e il suo nome è Birkin I dati da Google e Instagram parlano chiaro: fra 73 modelli esaminati, la it-bag di Hermès resta la borsa di lusso più iconica. Insomma, Treccani si senta pure libera di citare la Birkin quando definisce le borse di lusso. Emerge questo da uno studio che ha preso in esame i dati dei volumi di ricerca di Google e Instagram, dal 2020 al 2023, i quali mettevano a confronto 73 borse di lusso per stilare una classifica sulle più desiderate: ovviamente medaglia d’oro alla Hermès Birkin, che deve il suo nome alla splendida Jane Birkin (recentemente scomparsa), la quale si era trovata seduta accanto all’allora stilista di Hermès, Jean-Louis Dumas, su un volo Parigi-Londra; a un certo punto, a Birkin cadde la sua agenda piena di appunti, e disse: “Purtroppo non esiste una borsa in grado di contenere tutti i miei fogli”. Come un vero cavaliere, Jean-Louis Dumas prese carta e penna e le promise che avrebbe disegnato per lei una borsa che sarebbe stata pratica ma anche bella. Il resto è storia. Tendenze food, mai provato la Barbie Pasta? È facilissimo cucinarla perché la ricetta non c’è, quindi fate un po’ come vi pare. L’importante è che ci sia della pasta condita con dello sfavillante sugo rosa shocking, colore per il quale sembra sia scoppiata una vera e propria mania, perlomeno in America, dove si è addirittura registrata una carenza di vernice rosa. Ora vi starete chiedendo: “ok dove trovo del sugo rosa?” La risposta è nelle barbabietole… la soluzione più semplice (e più buona) per tingere un piatto di rosa, colore di per sé piuttosto difficile da trovare in cucina. Essendo nata come un trend su tiktok, in tantissimi si stanno divertendo a condividere la loro interpretazione della BarbiePasta, tra grandi chef, ristoranti, influencer e gente comune, magari più appassionata del film che della cucina in sé. A ciascuno il suo: la chef Meredith Hayden usa le fettuccine con emulsione di rape rosse; Nonna Goes Crazy ci aggiunge mandorla tostata. Strophocactus Wittii, il “giraluna” che rimane in fiore solo per 12 ore La pianta è una specie di “cactus rampicante”, che cresce normalmente in aree tropicali, molto calde e umide, come le foreste pluviali dell’Amazzonia, ma la sua caratteristica più peculiare sono le sue infiorescenze che sbocciano e fioriscono una volta l’anno, per una sola notte. Pur non essendo raro in natura, il Moonflower (così viene normalmente soprannominato) è molto raro in cattività, infatti è coltivato in appena 16 giardini botanici in tutto il mondo! Il dettaglio più speciale di questo fiore notturno, al di là del suo aspetto già di per sé incantevole, è il profumo, per attirare gli impollinatori, un odore simile al gelsomino. Tuttavia, una volta trascorse le famose 12 ore di vita, il fiore inizia ad appassire e il profumo si trasforma in un fetore, pare, piuttosto sgradevole. In giro per il mondo ci sono 100 statue in legno riciclato, nascoste qui e là Thomas Dambo è uno scultore che lavora quasi esclusivamente con materiali riciclati, le sue sculture sono ispirate alla mitologia scandinava e hanno tutte un nome, una storia e una personalità. Le sue 100 “statue nascoste” si trovano normalmente al di fuori dai sentieri battuti, così da invogliare adulti e piccini a “perdersi nella natura” riscoprendo la naturale sintonia dell’uomo con la bellezza dei boschi e delle foreste da cui proviene. Danimarca, Germania, Stati Uniti, Belgio, Porto Rico e Corea del Sud: questi sono i paesi in cui si nascondono le creazioni di Dambo, che ha dichiarato: “Spero che la mia arte possa dimostrare alle persone che i rifiuti non sono disgustosi, né inutili, né semplicemente da bruciare”.